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Dr. Christoph Hantermann
Dr. Hantermann ist Gründer und Inhaber der Hantermann – Der Hotelausstatter GmbH & Co. KG. Seit 2000 stattet er Hotels, Pensionen und Gastronomiebetriebe mit Matratzen, Boxspringbetten und Objekteinrichtungen aus. Er teilt seine Expertise zu Schlafforschung, Matratzenmaterialien und Nachhaltigkeit auf Fachmessen wie Internorga und Intergastra sowie in Schulungen für Einkaufskooperationen wie progros. Er promovierte in Politikwissenschaften an der University of California, Santa Barbara. Seine Firma ist Mitglied bei hogast, HGK und progros.

NARDI – L’anima dell’outdoor italiano: storia, design e sostenibilità di un leader mondiale con sede a Chiampo

Nardi Net Gartenstühle in verschiedenen Farben auf grüner Wiese mit Meerblick für Terrasse und Gastronomie

Ci sono luoghi in cui si percepisce la vita con tutti i sensi. Luoghi in cui una sedia non è solo una sedia, ma una promessa. La promessa che il pomeriggio sarà lungo, che il sole è ancora basso sulle colline e che da qualche parte nell’aria aleggia il profumo del caffè, appena macinato, forte, inesorabile. A Chiampo, un piccolo paese in provincia di Vicenza, nel nord-est d’Italia, qualcuno ha tradotto questa promessa in polipropilene.

Il suo nome è Giampietro Nardi.


L’uomo che guardava fuori

È il 1990. Il mondo festeggia la fine della Guerra Fredda, il Muro di Berlino è un cumulo di macerie di cemento e sugli schermi televisivi scorrono immagini di un presente che sembra già futuro. A Chiampo – un luogo per nulla affascinante, non certo una metropoli mondiale, solo campi e capannoni industriali e il ritmo tranquillo di una cittadina veneta – un uomo decide che il mondo ha bisogno di mobili per l’esterno. Mobili di qualità. Mobili in grado di resistere alla luce del sole, alla pioggia e all’aria salmastra del mare.

Giampietro Nardi fonda la Nardi S.p.A. e la costruisce fin dall’inizio su un’idea tanto semplice quanto geniale: il polipropilene, una resina termoplastica, è il materiale perfetto per l’ambiente esterno. È leggero. È resistente. Può essere stampato in qualsiasi forma, verniciato in qualsiasi colore, utilizzato in qualsiasi clima. Ed è riciclabile. All’epoca Giampietro Nardi forse non immaginava quanto sarebbe stato importante un giorno quest’ultimo dettaglio. Ma lo intuiva. Alcune persone percepiscono le cose prima che il tempo le comprenda.

Nei primi anni l’azienda cresce in silenzio, quasi inosservata dal grande mondo. Ma i prodotti parlano da soli. Linee pulite, colori intensi, peso maneggevole. Li ordinano gli hotel in Toscana. I ristoranti della Costiera Amalfitana. Le terrazze a Monaco, a Parigi, a Sydney. E improvvisamente NARDI non è più solo un’azienda di Chiampo: è un marchio. Un marchio presente in 132 paesi del mondo.


Le figlie della famiglia

Ci sono aziende familiari che sembrano antiche mura: massicce, incrollabili, ma anche un po’ cupe, un po’ fredde. E poi ci sono quelle che danno la sensazione di una casa sempre aperta, attraversata da una brezza fresca. I Nardi appartengono alla seconda categoria.

Nel 2011 Floriana e Anna Nardi, le figlie del fondatore, assumono la direzione aziendale. Giampietro Nardi rimane presidente: l’anima, l’origine, l’ancora tranquilla. Ma le figlie apportano qualcosa di nuovo: una visione che va oltre la vendita di sedie e tavoli. Floriana dirige il marketing e la comunicazione, Anna è responsabile delle vendite e dell’amministrazione.

«Abbiamo deciso consapevolmente di non cambiare mai il nome», afferma Floriana Nardi. «L’azienda ci rappresenta, ne rispondiamo pubblicamente e ne siamo responsabili.»

Non è una frase di marketing. È una dichiarazione d’intenti. È il modo in cui nel Nord Italia si parla delle cose che contano davvero: in modo concreto, diretto, con una profondità di voce che non si può fingere. I Nardi dicono ciò che pensano. E credono in ciò che costruiscono.

Sotto la guida delle due donne, NARDI non solo continua a crescere, ma si trasforma. L’azienda, che un tempo produceva mobili, ora riflette sulla propria impronta ecologica. Investe nell’energia solare, passa al 100% di energia verde, sviluppa impianti di produzione senza consumo d’acqua e senza emissioni inquinanti. E nel 2019 accade qualcosa che nessuno nel settore si sarebbe aspettato così presto.


Il programma che reinventa tutto: la rigenerazione

Era una domanda che l’azienda si era posta da sola, con grande lucidità, senza alcun clamore: cosa succede ai nostri mobili quando la loro vita è giunta al termine?

Il polipropilene può durare fino a quindici anni senza degradarsi. Ma prima o poi anche una sedia arriva alla fine. E allora? Dove finisce il materiale? La risposta che NARDI ha elaborato nel 2019 si chiama Regeneration. Non è un programma di marketing. È un ripensamento industriale.

NARDI raccoglie vecchi prodotti in plastica – non solo i propri, ma anche quelli di altri. Il materiale viene triturato, pulito, selezionato. Il polipropilene post-industriale e post-consumo diventa nuovi mobili. I colori di questa linea portano nomi come Terra, Gesso, Basalto, Cactus: tonalità terrose e opache, dalla texture leggermente irregolare, come un’impronta digitale della storia del materiale. Non sono superfici impeccabili. Sono superfici sincere. L’irregolarità non è un difetto, è l‘essenza stessa.

«L’obiettivo era quello di creare una linea sviluppata appositamente per prodotti in plastica rigenerata da polipropilene post-industriale e post-consumo», spiega l’azienda, «per dare una nuova vita alla plastica».

Le macchine che producono questi mobili sono presse ibride di ultima generazione: a basso consumo energetico, senza acqua, dotate di un sistema di raffreddamento ad aria. L’energia elettrica proviene dall’impianto fotovoltaico interno. Gli imballaggi sono realizzati in cartone riciclato certificato FSC e polietilene riciclabile. Si tratta di un ciclo chiuso, ed è effettivamente chiuso – non sulla carta di un rapporto di sostenibilità, ma nel capannone, alla pressa, nel materiale.


Il designer: Raffaello Galiotto

Ogni grande azienda ha una voce. Alcune voci sono forti, stridenti, si mettono in posa. La voce di NARDI suona come Raffaello Galiotto: precisa, formale, eppure con una sfumatura che ricorda qualcosa di vivo.

Galiotto è l’art director di NARDI, l’uomo che da anni plasma le collezioni dell’azienda. Ha disegnato più di cinquanta prodotti per il marchio. Il suo metodo è quello di un artista che cerca i limiti del materiale – non per rispettarli, ma per superarli. «Ogni volta», si dice di lui, «si spinge oltre i limiti delle possibilità tecniche offerte dai materiali plastici».

Un esempio: la Net Lounge, una sedia da esterno presentata nel 2023 al Fuorisalone di Milano. Il progetto prende spunto dall’onda: organico, fluido, con una seduta profonda che distribuisce ergonomicamente il peso del corpo. «Come designer, ho riflettuto innanzitutto sul concetto di relax», spiega Galiotto. «E questo mi ha portato alla convinzione che il relax sia prima di tutto una condizione fisica, e solo in secondo luogo mentale».

Sembra semplice. Ma dietro c’è una filosofia seria. Mobili che sostengano davvero il corpo, senza appesantirlo: è più difficile da realizzare di quanto sembri.

Un altro esempio: il divano modulare Maximo. Nel 2025 ha vinto l’ambito Red Dot Design Award nella categoria mobili da giardino. Maximo è realizzato in plastica rigenerata e tessuti con un’alta percentuale di materiale riciclato, e può essere assemblato in innumerevoli configurazioni a partire da un unico modulo. In precedenza, anche Foliound e Sipario avevano vinto il Red Dot – premiati nel 2021 per la loro combinazione di forma, materiale e sostenibilità, con Sipario composto per oltre il 70% da plastica riciclata.

I premi di design si moltiplicano: German Design Award, ADI Design Index, Good Design, Green Good Design. Non sono semplici decorazioni. Sono conferme.


Che cos’è davvero NARDI

Sarebbe troppo semplice dire che NARDI produce mobili da giardino. È vero, in senso puramente fattuale. Ma è vero tanto quanto dire che un cuoco prepara il cibo o che un musicista suona delle note.

NARDI crea luoghi. Luoghi piccoli, mobili, colorati.

Una sedia bianca su una terrazza a Positano, con vista su un mare così blu da sembrare quasi irreale. Un tavolino pieghevole turchese in un giardino di un ristorante a Vienna, dove il lunedì pomeriggio la gente si siede a leggere il giornale e a dimenticare il mondo. Un divano color antracite sul tetto di un hotel a Monaco, su cui qualcuno sta bevendo l’ultimo sorso di vino rosso e pensa: Sì. Proprio qui.

I prodotti NARDI sono adatti sia all’uso privato che al settore alberghiero e della ristorazione, il cosiddetto settore HoReCa. E non è un caso. I mobili sono abbastanza leggeri da poter essere spostati. Impilabili, per risparmiare spazio. Facili da pulire, perché la vita all’aperto è sporca e va bene così. I colori sono tinti in massa e trattati con raggi UV: non sbiadiscono, anche se rimangono esposti al sole per anni.

E sono – cosa non da poco – riciclabili al 100%.


Il cuore della questione: Chiampo

C’è qualcosa di singolare nelle piccole città che realizzano grandi cose. All’apparenza sembrano poco spettacolari, eppure al loro interno opera qualcosa di tenace, di serio, che non si cura della visibilità.

Chiampo è uno di questi luoghi. Una città in provincia di Vicenza, a nord di Verona, a sud delle Alpi. Nelle giornate limpide si vedono le montagne. Il resto dell’anno: lavoro.

Tutti gli stabilimenti produttivi di NARDI si trovano a Chiampo. Tre stabilimenti, dotati delle tecnologie più moderne, progettati per la massima efficienza energetica. L’intera catena del valore è locale – un concetto che NARDI definisce «filiera locale». Nessun lungo percorso di consegna. Nessun fornitore anonimo dall’altra parte del mondo. Tutto ciò che è contenuto in un mobile NARDI proviene dalla regione, dal controllo, dalla responsabilità dell’azienda stessa.

Non si tratta di un progetto nostalgico. È un principio economico ed ecologico. Un tavolo NARDI non è solo un tavolo: è il risultato di una scelta, quella di non esternalizzare la qualità.

E la qualità a Chiampo ha un peso ben preciso. È il peso delle cose costruite per durare.


Una sedia che guarda verso l’esterno

Alla fine, quando si sa tutto di NARDI – la storia, i materiali, i prezzi, le collezioni, i numeri – ciò che rimane è la cosa più semplice ed essenziale.

Una sedia.

All’aperto.

E qualcuno che vi si siede.

Forse è sera, e la luce sta lentamente diventando dorata. Forse è mattina presto, e la rugiada è ancora sulle foglie. Forse è mezzogiorno, afoso e caldo, e la sedia sta all’ombra di un pergolato, e il mondo là fuori può fare quello che vuole.

Un buon mobile scompare quando lo si usa. Smette di essere un oggetto e diventa parte dell’attimo. Questo è l’obiettivo di ogni progettazione seria, ed è l’obiettivo che NARDI persegue da oltre tre decenni.

Giampietro Nardi ha costruito a Chiampo un’azienda che spedisce in 132 paesi, che ha vinto premi di design, che ricicla i propri scarti e li trasforma in qualcosa di bello. Le sue figlie l’hanno portata avanti, rendendola più intelligente, più sostenibile, più sicura di sé. Il designer Raffaello Galiotto le ha dato forme che vanno oltre se stesse.

Ma il cuore della questione rimane una sedia.

All’aperto.

Al sole.

E la vita che si trascorre su di essa.

L’azienda di arredamento alberghiero “Hantermann – Der Hotelausstatter” offre un vasto assortimento di sedie e tavoli da terrazza. Hantermann è lieta di mettersi a vostra disposizione con oltre 40 anni di esperienza.

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