SCAB Design: una sedia per l’eternità – La storia di una leggenda italiana dell’arredamento di Brescia, che dal 1957 coniuga design, artigianato e sostenibilità

Era una mattina come tante altre nel 1957, da qualche parte in Lombardia. Il sole splendeva ancora obliquamente sui vigneti della provincia di Brescia quando un uomo aprì la serratura della sua prima officina a Coccaglio e accese la luce. Si chiamava Francesco Battaglia. Quello che allora non poteva ancora immaginare era che quella mattina non segnava l’inizio di un’azienda di mobili. Era il primo atto di una leggenda.
Un Paese in fermento – e un uomo con un’idea
Italia, fine degli anni Cinquanta. Il Paese profuma di ricostruzione, di vernice fresca e di rinnovamento. Il Miracolo Economico accelera la vita quotidiana della gente. Le giovani famiglie si trasferiscono in nuove case. Per la prima volta milioni di italiani hanno la sensazione: ora possiamo sistemarci. Sistemarci per davvero. Un salotto con mobili veri, una cucina con stile, una sedia che non sia solo un oggetto, ma che abbia anche un significato.
In questa Italia dei sogni entra Francesco Battaglia con una convinzione semplice ma intelligente: i mobili non sono solo oggetti di uso quotidiano. Sono la forma materializzata del benessere. Fonda la sua azienda e le dà un nome che è al tempo stesso un programma: S-CAB, l’acronimo di Sedute e Complementi d’Arredo Battaglia.
Il nome suona sobrio, quasi burocratico. Ma dietro queste parole si nasconde una filosofia che caratterizzerà l’azienda nei decenni a venire: la sedia come centro della vita. Perché la sedia è il mobile più democratico in assoluto: appartiene all’operaio tanto quanto al professore, al bambino tanto quanto alla nonna, all’ospite tanto quanto al padrone di casa.
La plastica e l’audacia degli anni ’60
Negli anni Sessanta accade qualcosa di singolare nel mondo dell’arredamento. Un nuovo materiale fa il suo ingresso sulla scena: chiassoso, colorato, audace e spudoratamente moderno: la plastica. Mentre i tradizionalisti storcono il naso, i visionari intuiscono un’opportunità.
Francesco Battaglia è uno di questi visionari. S-CAB concentra sempre più la propria produzione sui mobili da seduta e fa della lavorazione della plastica la propria competenza chiave. Quello che agli altri sembra un materiale di seconda categoria si rivela la chiave per la democratizzazione del buon gusto: la plastica è leggera, impilabile, resistente alle intemperie, facile da pulire – e permette forme che il legno o il metallo non consentirebbero mai.
Ben presto a Coccaglio nascono le prime sedie in policarbonato e polipropilene. Non si tratta di prodotti di massa a basso costo, ma di progetti ben studiati che uniscono comfort ed estetica. Il segreto? S-CAB lavora esclusivamente con tecnopolimeri di prima qualità – certificati come Makrolon dal colosso chimico Covestro (ex Bayer), uno standard che garantisce resistenza e qualità ai massimi livelli.
In questo periodo vengono realizzati tre capannoni di produzione, dotati di trenta presse automatizzate. Tutti i prodotti in policarbonato, polipropilene e polimeri vengono realizzati internamente: nessun outsourcing, nessun compromesso.
Tre generazioni, un’unica anima
Le aziende a conduzione familiare hanno un’energia tutta loro. Vivono in modo diverso rispetto alle grandi multinazionali. In esse non c’è solo capitale, ma anche storia: padri e figlie che si sporcano le mani sui prototipi, divergenze di opinione a tavola la sera, momenti di orgoglio condiviso alle fiere di design.
Da S-CAB non è diverso. L’azienda si è sviluppata nel corso della sua esistenza attraverso tre generazioni e oggi porta avanti l’eredità di Francesco Battaglia – attraverso le figlie Luisa e Francesca e il nipote Adelchi Battaglia.
Luisa Battaglia merita una menzione speciale. Non è solo l’erede dell’azienda, ma anche designer e mente creativa di S-CAB. La sua influenza sull’identità del marchio è profonda: non solo ha progettato linee di prodotti proprie – tra cui l’iconica sedia Igloo in policarbonato trasparente – ma coordina anche la rete internazionale di designer dell’azienda, guidando i progetti dalla prima bozza alla strategia di comunicazione.
Questo è il punto di forza di S-CAB: un’azienda a conduzione familiare che è riuscita a unire il meglio di due mondi – la passione e la continuità di una dinastia familiare con la qualità professionale di un produttore di marca attivo a livello globale.
Lisa, Si-Si e l’Igloo: quando una sedia diventa un’icona
A volte basta un solo prodotto a determinare il destino di un marchio. Nel caso di S-CAB, sono ben più di uno.
Innanzitutto c’è la collezione Lisa, forse la creazione più famosa dell’azienda. Ispirata al linguaggio stilistico degli anni ’50 e ’60, racchiude in sé la nostalgia di quell’epoca senza apparire antiquata. Delicati telai in tubolare avvolgono lo schienale, mentre i materiali di alta qualità la rendono perfetta sia per gli ambienti contract che per eleganti spazi abitativi. Al Café Jaques di Parigi, progettato secondo un concetto che si rifà a Jean Nouvel, risplendono le sedie Lisa con rivestimenti in pelle e telai in ottone – una composizione che sembra catturare la luce.
Poi c’è la Si-Si – una sedia che supera il paradosso tra interno ed esterno. Interpreta il delicato equilibrio tra spazio abitativo e terrazza, tra ospite e giardino, tra comfort e resistenza alle intemperie.
E infine l’Igloo – interamente realizzata in policarbonato trasparente, un oggetto quasi invisibile eppure che salta subito all’occhio. L’Igloo non proietta ombre, ma riflette la luce. È il culmine filosofico dell’idea di Battaglia secondo cui una sedia può essere più di una semplice sedia.
Tutti questi prodotti recano il marchio di qualità della certificazione CATASCATAS ist ein italienisches Prüflabor und Zertifizierungsin... More: il rinomato laboratorio di prova italiano CATASCATAS ist ein italienisches Prüflabor und Zertifizierungsin... More ha testato e certificato i prodotti in termini di resistenza e idoneità per gli spazi pubblici – una garanzia di qualità indispensabile nel settore della ristorazione, dell’ospitalità e dei contratti.
Il capitolo verde: GO GREEN e la responsabilità del presente
Ogni storia davvero bella ha un punto di svolta. Per S-CAB questo punto di svolta non si presenta come una crisi, ma come una presa di coscienza: la Terra ci sostiene. Dobbiamo restituire qualcosa.
Il risultato si chiama GO GREEN: una linea di prodotti che dimostra che sostenibilità e bellezza non sono in contraddizione. Le sedie di questa collezione sono realizzate al 60% in plastica riciclata certificata, ricavata da prodotti usati e scarti di produzione e lavorata con energia rinnovabile.
La sedia impilabile Ginevra Go Green, ad esempio, è realizzata in tecnopolimero riciclato rinforzato con fibra di vetro. Caratterizzata dall’eleganza delle sue linee sinuose, può essere impilata fino a sei volte – e porta con sé la consapevolezza che ogni sedia realizzata con plastica di scarto significa un pezzo di spazzatura in meno nel mondo.
Lady B Go Green – un altro fiore all’occhiello della linea sostenibile – coniuga l’impegno ecologico con il fascino intramontabile del design italiano. S-CAB stessa afferma: «S-CAB sostiene l’ecologia e riduce i rifiuti offrendo una produzione di mobili realizzati al 60% con plastica riciclata certificata».
Il programma GO-GREEN è più di un’idea di marketing. È la logica continuazione di una filosofia aziendale che, sin dall’inizio, ha puntato sulla durata e sulla qualità. Una sedia S-CAB non è pensata per essere gettata via. È fatta per essere conservata – e quando raggiunge la fine del suo ciclo di vita, ritorna in una nuova veste.
I capannoni: quando la fabbrica diventa filosofia
A Coccaglio, un piccolo comune vicino a Brescia in Lombardia, batte il cuore di S-CAB. Oggi l’azienda gestisce quattro unità produttive su una superficie complessiva di 85.000 metri quadrati – un’area che ospita l’intera catena del valore: dalla lavorazione delle materie prime alla produzione, fino al controllo qualità.
Ciascuno dei quattro stabilimenti è specializzato in un materiale: plastica, alluminio, acciaio e tessuti. Questa varietà non è casuale. Nel corso dei decenni, S- CAB ha consapevolmente ampliato i propri orizzonti: dalle prime sedie in plastica alle strutture in metallo, fino ai mobili imbottiti con rivestimenti in tessuto e pelle. La crescente domanda di design personalizzato nel settore contract – ovvero per hotel, ristoranti, bar, spazi pubblici – ha guidato questa trasformazione.
E tutto ciò che S-CAB vende è 100% Made in Italy – nessuna delocalizzazione della produzione in Asia, nessuna perdita di qualità dovuta all’outsourcing. In tempi di catene di fornitura globalizzate, questo non è scontato. È un impegno.
Riconoscimento internazionale: il Cavaliere e il Registro storico
Nel 2015 Francesco Battaglia riceve il più alto riconoscimento imprenditoriale conferito dallo Stato italiano: il titolo di Cavaliere del Lavoro. Questo riconoscimento, assegnato dal 1901 agli imprenditori che si sono distinti per aver reso un servizio eccezionale all’Italia con il proprio lavoro, non è cosa da poco. È il riconoscimento di un’opera di una vita.
Sette anni dopo, nel 2022, segue un altro riconoscimento: S-CAB viene inserita nel Registro dei marchi storici italiani di interesse nazionale. Questo riconoscimento premia le aziende che, attraverso la costanza, la qualità e il contributo culturale, hanno contribuito all’identità economica dell’Italia.
Due riconoscimenti. Un’affermazione: S-CAB non è solo un produttore di mobili. S-CAB è un pezzo d’Italia.
Il design come collaborazione: quando artisti e ingegneri dialogano
S-CAB si propone come polo creativo. L’azienda collabora con numerosi architetti e designer internazionali, tra cui il rinomato studio Archirivolto Design, fondato nel 1983 in Toscana da Marco Pocci e Claudio Dondoli, specializzato in soluzioni di seduta ergonomiche per interni ed esterni.
Questa collaborazione segue un principio chiaro: la creatività deve essere commerciabile. Arte e vendita non devono necessariamente essere nemiche. I prodotti migliori nascono quando un artista sogna e un ingegnere chiede: «E ora come lo realizziamo?» Il risultato sono sedie, sgabelli e tavoli che fanno la loro comparsa al Salone del Mobile di Milano e attirano l’attenzione del settore – e che allo stesso tempo si rivelano comodi e adatti all’uso quotidiano in un ristorante a Vienna o sulla terrazza di un hotel a Monaco di Baviera.
Cosa rende una sedia intramontabile
Alla fine è una domanda semplice: perché una sedia resiste nel tempo? Perché in alcuni caffè si trova ancora la stessa sedia che si vedeva lì già vent’anni fa?
Francesco Battaglia avrebbe forse risposto: perché è fatta bene. Perché non c’è bisogno di buttarla via. Perché ogni giorno diventa un po’ più parte integrante del luogo in cui si trova.
Questa è la promessa silenziosa di S-CAB: dalle prime sedie in policarbonato degli anni Sessanta alla collezione iconica Lisa, dall’Igloo trasparente alla linea verde GO-GREEN, fino alle moderne soluzioni contract per hotel e ristoranti in tutto il mondo. Non a voce alta. Non invadente. Ma duratura.
Da oltre sessant’anni S-CAB produce sedie che durano nel tempo. Forse questa è l’unica definizione di qualità che conta davvero: una sedia che dura perché se lo merita.
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